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Carenza di ferro? Come evitare di diventare anemici


Stanchezza, debolezza e affaticamento insieme a colorito pallido e unghie deboli sono i principali sintomi di un problema molto comune ma spesso trascurato: la carenza di ferro. L'anemia da carenza di ferro può colpire chiunque, indipendentemente dall'età, dal sesso o dallo stile di vita. Ma perché il ferro è così importante per il nostro organismo?


Identificare i sintomi e le cause della carenza di ferro

Per identificare la carenza di ferro, bisogna prestare attenzione ai sintomi. Tra i più comuni, ci sono la stanchezza, la pallore della pelle e delle mucose, la debolezza muscolare, la ridotta capacità di concentrazione e l'irritabilità. Inoltre, possono presentarsi anche problemi digestivi come la perdita di appetito, il mal di stomaco e la stitichezza. Le cause della carenza di ferro possono essere molteplici: una dieta povera di ferro, una perdita di sangue eccessiva, un'aumentata necessità di ferro (come durante la gravidanza) o problemi di assorbimento dell'intestino tenue. Per prevenire o curare la carenza di ferro, si può integrare la propria alimentazione oppure assumere integratori specifici.


Alimenti ricchi di ferro: cosa mangiare per prevenire l'anemia

Tra i cibi più indicati per prevenire l'anemia ci sono le carni rosse, il fegato, il pesce, le verdure a foglia verde come spinaci e broccoli, i legumi come i fagioli e le lenticchie, i semi di girasole e di zucca, la quinoa e la frutta secca come noci e mandorle. Per assorbire al meglio il ferro contenuto negli alimenti è consigliabile abbinare la vitamina C presente in agrumi, kiwi o pomodori, mentre per evitare l'assorbimento della sostanza dall'organismo è importante evitare tè, caffè o latte durante i pasti.


Fattori che influenzano l'assorbimento del ferro nel corpo

L'assorbimento del ferro nel corpo è influenzato da numerosi fattori. Innanzitutto, la quantità di ferro presente negli alimenti può variare, soprattutto a seconda della provenienza geografica e del processo di lavorazione. Inoltre, la presenza di altri nutrienti come la vitamina C può favorire l'assorbimento di ferro, mentre il consumo contemporaneo di alimenti che contengono calcio o tannini può ostacolarlo. Infine, anche le condizioni fisiologiche dell'individuo possono influire sull'assorbimento di ferro: ad esempio, durante la gravidanza e l'allattamento il fabbisogno aumenta, ma l'assorbimento può essere limitato dall'aumento dei livelli di ormoni che regolano il metabolismo del ferro.


Integratori di ferro: quando sono necessari e come assumerli correttamente

Gli integratori di ferro sono spesso utilizzati per correggere una carenza di ferro nell'organismo. Tuttavia, la loro assunzione non dovrebbe essere automatica: prima di assumere questi integratori è necessaria una diagnosi accurata da parte del medico. Infatti, l'eccesso di ferro può causare problemi di salute, soprattutto per chi ha già un accumulo di ferro nell'organismo. Inoltre, l'assunzione di integratori di ferro richiede attenzione: alcune forme di ferro possono essere irritanti per lo stomaco e ridurre l'assorbimento di altri nutrienti. Infine, è consigliabile evitare di assumere integratori di ferro contemporaneamente a caffè o tè, che possono ostacolare l'assorbimento del minerale.

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